Proprio in questi giorni si fa un gran parlare circa le dichiarazioni del Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, il quale afferma che esiste il rischio che il Prodotto Interno Lordo scenderà al -5%.
Gli economisti, i cosiddetti "esperti del settore", sbracciano per potere dire la loro; quotidiano di Confindustria compreso (Il Sole 24 Ore).
Chissà perchè, però, mentre ogni giorno assistiamo a discussioni su "crisi economica", "uscita dalla crisi", "aumento della produttività" e "detassazione del mondo del lavoro", nessuno osa fare cenno allo stato di salute del nostro Ente Statale preposto alla previdenza sociale: l'INPS.
È l'INPS che eroga denaro per pagare pensioni e la sempre più diffusa cassa-integrazione. Chiunque abbia una busta paga, ben sa che un terzo circa del suo stipendio mensile se ne va per fini contributivi: l'idea di base è quella di accantonare un tot ogni mese per ricavarci la pensione al raggiungimento dell'età lavorativa e/o anagrafica.
Questa idea di base viene però costantemente messa in discussione dai vari Governi che si succedono vicendevolmente: quando si parla di "aumento delle pensioni", il leit motiv è sempre lo stesso: "Mancano i fondi". Sorge quindi al cittadino onesto lavoratore figlio dell'elmo di Scipio una banale domanda che suona più o meno così: "Se ho pagato un terzo del mio stipendio per oltre 30 anni della mia vita, perchè la mia pensione fatica ad arrivare a 700-800 euro al mese al netto delle imposte?!".
A queste domande risponde esaustivamente l'Ufficio Studi del Sindacato di Base CUB, partendo proprio dai dati diffusi dalla stessa INPS. Dalle analisi di dati e fatti, risulta che l'Ente è ampiamente in attivo: oltre 11 miliardi (di euro!) nel 2008, circa 9 miliardi nel 2009. Tutto ciò mentre il BuonGoverno centrale di Berlusconi e la sua banda taglia, con la nuova legge finanziaria, costi previdenziali e assistenziali che puntualmente erano erogati, come ad esempio l'incremento degli assegni per il nucleo familiare.
Al contempo, essendo i Governi moderati e centristi simbiotici con Confindustria, Berlusconi non ha perso tempo per attuare ciò che la "Presidenta" Emma Marcegaglia chiedeva, ovvero la detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese. Neanche il tempo di chiederlo, la bacchetta magica è spuntata ed ha funzionato.
A tutto ciò va aggiunta la becera richiesta pervenuta dall'Unione Europea di aumentare l'età pensionabile per le donne nella Pubblica Amministrazione, al fine di "parificare uomini e donne ai fini pensionistici".
Non ci bastava il Governo del Mangan(ello) e della Confindustria; ora subiamo anche le ingerenze dell'Europa dei banchieri e dei poteri forti. Un Europa capace di votare leggi come quella dell'aumento fino a 65 ore dell'attività lavorativa settimanale, votata anche dal "Compagno" Di Pietro, così rigido contro Berlusconi quando si tratta di stare dentro i confini nazionali.
Mattia
http://www.cub.it/
Il Fondo pensione lavoratori dipendenti, al netto delle ex gestioni incorporate (trasporti, elettrici, telefonici ed dirigenti (INPDAI),
è ampiamente in attivo di 9.011 mln/€.
Esistono da subito risorse disponibili per aumentare le pensioni, ricostituire il loro potere d’acquisto eroso dal 1992 e migliorare le indennità di cig che coprono attualmente solo il 50% del salario prima percepito.
Le pensioni non sono frutto della benevolenza dei governi, bensì il risparmio di una vita di lavoro; (33% del salario mensile versato all’Inps); malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica, ciò è falso.
Ministri, giovani e vecchi imprenditori, economisti di bottega sollecitano una nuova riforma delle pensioni con l’intento di abbassare la spesa pensionistica e di conseguenza la parte di contribuzione a carico delle imprese.
Dal 1° gennaio 2009, I lavoratori pagano più contributi e l’Inps paga con i loro soldi, prestazioni che per legge spettavano a carico della fiscalità generale.
· per effetto della legge finanziaria, il governo non versa più all’inps il costo di alcune prestazioni assistenziali/previdenziali, quali ad esempio:
l’incremento degli assegni al nucleo familiare;
la revisione dei requisiti di accesso al pensionamento anticipato;
l'incremento dell’indennità di disoccupazione non agricola, a requisiti interi e a requisiti ridotti;
il miglioramento dell’indicizzazione del meccanismo dei cosiddetti tetti;
l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione anticipata e redditi da lavoro.
· tale grave decisione è stata assunta dal Governo con la motivazione che all’INPS con l’aumento della contribuzione dei lavoratori ha avuto notevoli incrementi delle entrate.
· scattano dal primo gennaio del 2010 i nuovi indici per definire la pensione in base al calcolo contributivo. Il taglio dell'assegno pensionistico, a seconda dei casi, varierà dal 6 all'8 per cento
· successive modifiche saranno disposte con cadenza triennale e non più quinquennale, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze senza alcuna trattativa
Si tenta di aumentare l’età pensionabile a partire dalle donne del pubblico impiego, per le quali con furbizia si utilizza una richiesta di parità da parte della comunità europea
Inps: chi paga le pensioni?
L’Inps, nella sua globalità, chiuderà il 2008 con un avanzo finanziario di 11.275 milioni di euro; il bilancio preventivo 2009 prevede un avanzo di 10.443 milioni di euro.
A tale risultato hanno contribuito nel 2008 in modo determinante le gestioni lavoratori dipendenti, (2.228 mln/€ di attivo), la gestione prestazioni temporanee (9.279 mln/€ di attivo) e la gestione lavoratori parasubordinati (8.515 mln/€ di attivo).
Il Fondo pensione lavoratori dipendenti nel 2008 ha avuto risultato economico positivo per 9.011 mln/€.
Le ex gestioni autonome, incorporate in quello dei lavoratori dipendenti, invece hanno speso più di quanto incassato (ex fondo trasporti: -1.040 mln/€; ex fondo elettrici: -1.995 mln/€; ex fondo telefonici: -638 mln/€ ex INPDAI: -3.110 mln/€) e quindi il risultato economico si è ridotto a 2.228 mln/€.
Come da tempo avviene, nel 2008 sono state in profondo rosso le gestioni coltivatori diretti e mezzadri (-5.074 mln/€), artigiani (-3.195mln/€), il fondo del clero (-115 mln/€); continueranno ad esserlo anche nel 2009 e l’Inps prevede in rosso anche la gestione degli esercenti attività commerciali.
I lavoratori dipendenti versano più di quanto ricevono e i loro contributi, per decisione dei governi, vengono utilizzati per pagare pensioni ad altre categorie di cittadini dei quali non si discute il diritto ma il chi paga.
Esistono quindi le condizioni per aumentare le loro pensioni e le indennità di cig; lo stato provveda a coprire le spese che decide con le tasse senza metterle a carico dei lavoratori.
A carico della spesa pubblica c’è, anche se non totalmente, la parte assistenziale, (43 voci di spesa che vanno da pensioni sociali, assegni sociali, assegni vitalizi, maggiorazione sociale al minimo, coltivatori diretti ante 89, pensionamenti anticipati, pensioni d’annata, invalidi civili, portuali, ex combattenti, assegni familiari a coltivatori diretti, sgravi contributivi alle aziende, esoneri contributivi, agli assegni natalizi ai tubercolosi ecc.
Per paradosso, se si volesse ridurre la spesa pubblica, bisognerebbe tagliare l’assistenza, non certo le pensioni, abbondantemente pagate con i contributi che il lavoratore versa per 35-40 anni.
Le pensioni non sono frutto della benevolenza dello stato o dei politici, bensì il risparmio di una vita di lavoro; (33% del salario mensile versato all’Inps); malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica, ciò è falso.
La Cub rivendica da subito l’aumento delle pensioni, ricostituendo il potere d’acquisto eroso dal 1992 e delle indennità di cig che coprono attualmente solo il 50% del salario prima percepito.
Ciò è indifferibile per contrastare le condizioni di disagio di milioni di pensionati e centinaia di migliaia di cassintegrati e per rilanciare i consumi interni e quindi la produzione di beni e servizi.
Elaborazione a cura dell’Ufficio Studi Cub su dati Inps
Milano 22/06/2009
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