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Maroni Razzista

Questo blog cambia temporaneamente nome, in solidarietà all'ARCI querelata per 50.000 euro di danni dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni. La verità fa male. Ora che quereli anche me. http://www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova.it

Chi sono

Utente: MattiaLaconca
Nome: Mattia Laconca
In bilico costante tra il lavoro da operaio precario ed il mestiere del disoccupato stabile, mi sono tesserato al Partito della Rifondazione Comunista a seguito delle dimissioni di Fausto Bertinotti, e non è un caso... Sostengo l'area "Essere Comunisti" ed ho votato per la segreteria di Paolo Ferrero. Tento nel mio (a volte troppo) tempo libero di creare qualcosa di diverso nella mia realtà locale, perchè non si può chiedere la Luna (ed i mezzi scarseggiano sempre più...)

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mercoledì, 11 novembre 2009

Il camorrista Nicola Cosentino salvato dal (non) voto del PD. Ecco tutti i nomi

FERMO RESTANDO PER I SIGNORI FERRERO, DILIBERTO E SALVI CHE ANDARE A "DIALOGARE" CON BERSANI (SCORRETE I NOMI, RISULTA SEMPLICEMENTE "ASSENTE" DALL'AULA , INSIEME AL SUO SODALE, PROSSIMO PORTAVOCE DIPLOMATICO EUROPEO MASSIMO D'ALEMA) È COSA BUONA E GIUSTA.

CHE SCHIFO. QUANDO AVREMO UNA SINISTRA CHE A QUESTE PERSONE GLI SPUTA IN FACCIA? GRAZIE A QUESTA LISTA SAPETE CON CHI DOVETE OGGETTIVAMENTE PRENDERVELA.

MATTIA


IL PD SALVA NICOLA COSENTINO

Una mozione alla Camera per chiedere le dimissioni del sottosegretario accusato di Camorra. Bocciata per le astensioni e le fughe di molti parlamentari Pd. Ecco i nomi, uno per uno Mercoledì scorso la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell'Idv e dell'Udc) per far dimettere il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti - come ha scritto "L'Espresso" nelle scorse settimane - di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi. Nella mozione, di cui il democratico Soro è stato primo firmatario, si ricordano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l'inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l'esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. "A prescindere dall'eventuale responsabilità penale dell'onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura", recitava la mozione, "è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il
prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l'altro la funzionalità del Cipe". La mozione impegnava il Governo ad invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.

La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall'aula e non votare. Tra l'altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. Spicca in modo particolare l'assenza dal voto del segretario del Pd Walter Veltroni, che in
un'intervista a L'espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.

Nella lista qui sotto - diffusa da Sinistra democratica - i parlamentari Pd, che con il loro voto contrario, la loro astensione o la loro assenza hanno determinato l'esito della votazione.

Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.

Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.

Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli
: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut ,Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D'Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.

Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D'Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.

Pavia: il comunicato del Forum per l'Acqua a seguito del bando di gara di privatizzazione del servizio idrico

COMUNICATO STAMPA            PAVIA, 10 Novembre 2009

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Vista la delibera del CO.VI.R.I. (Comitato Vigilanza Rrisorse Idriche) nr 12 del 12 Maggio 2009, che boccia il piano d’ambito di ATO Pavia (poiché non offre sufficienti garanzie a tutela del bene acqua) e il metodo utilizzato per determinare le nuove  tariffe del Servizio Idrico Integrato (poiché non offre sufficienti garanzie a tutela degli utenti del S.I.I.);

Visto il parere dell’Antitrust secondo cui l’impianto normativo che ha ispirato la gara bandita da ATO Pavia in data 20 Ottobre 2009 non tutela il libero mercato e un regime di reale concorrenza, poichè di fatto creeà un monopolio esclusivo per 10 anni nell’erogazione del S.I.I. in tutta la Provincia di Pavia;

Apprese a mezzo stampa le dichiarazioni e le reciproche accuse rilasciate da amministratori, politici e soggetti coinvolti nel percorso che ha portato alla pubblicazione della gara in oggetto, in cui vengono rivelate incertezze, confusioni, mancanze che stanno accompagnando questo percorso

Ritiene:

che non sussistano le condizioni per portare a termine la gara in oggetto assicurando le dovute garanzie a tutela del bene acqua e degli utenti del S.I.I.;
di non ravvisare, nella sola costituzione di una A.T.I.  tra società pubbliche per partecipare alla gara, le dovute garanzie a tutela del bene comune,  pur riconoscendo in ciò il tentativo di evitare a Pavia il verificarsi di una situazione (S.I.I. gestito da aziende miste pubbliche/private o totalmente private) che, ove è stata adottata, ha prodotto e sta producendo, anche in Italia, disastri inenarrabili.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua rivolge perciò un
appello ai SINDACI dei 190 comuni della Provincia di Pavia,
e all'Amministrazione Provinciale di Pavia
affinchè esercitino il ruolo decisionale che SOLO AD ESSI spetta e compete e, alla luce di incertezze, “confusioni”, fatti solo oggi emersi e qui sopra elencati, si riuniscano nell’assemblea di Ato Pavia per deliberare:
- la revisione del piano d'ambito, recependo le disposizioni a suo tempo deliberate dal CO.VI.R.I.;
- la revisione del metodo utilizzato per determinare le tariffe, poiché quello adottato non tutela gli utenti e non li garantisce sul diritto all'accesso al quantitativo minimo giornaliero d'acqua indicato dall'ONU e dall'OMS; inoltre non è finalizzato a premiare il risparmio e l'uso consapevole del bene acqua, bensì ad incentivarne il consumo;
- l'annullamento della gara bandita il 20 ottobre da A.Ato Pavia relativa all'erogazione del S.I.I., poichè non sussistono i dovuti presupposti per un'adeguata garanzia di tutela degli utenti e della risorsa acqua.
A tal riguardo, ricordiamo che nello stesso bando di gara si dice che nulla sarà dovuto, in caso di mancato affidamento del servizio, alle società che avrenno partecipato alla gara. Quindi, fino al 28 gennaio 2010 (giorno fissato per l'apertura delle buste con le offerte di gara) ogni azione è possibile e non determinerà alcun onere a carico dell'ente pubblico (in questo caso, Ato Pavia) che ha bandito la gara.
- di riconsiderare le altre forme previste dalla legge vigente in materia di affido della gestione e della erogazione del Servizio Idrico Integrato, scegliendo quella più idonea a tutelare il bene acqua e gli utenti.

Chiediamo inoltre ai sindaci dei 190 comuni della Provincia di Pavia e all'Amministrazione Provinciale di Pavia
di inserire, nello Statuto del proprio Comune e nello statuto della Provincia di Pavia, il testo seguente:

«Il Comune ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e non una merce, e pertanto: - il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale privo di rilevanza economica; - la rete di acquedotto, la distribuzione, le fognature e i depuratori sono di proprietà pubblica inalienabile e di competenza del Comune; - la loro gestione, unitariamente con l’erogazione del servizio, è  affidata a enti o aziende interamente pubbliche; - il Comune garantisce ad ogni cittadino residente e per le utenze domestiche una dotazione giornaliera gratuita di 50 litri per abitante». 

Chiediamo infine ai sindaci dei 190 comuni della Provincia di Pavia e all'Amministrazione Provinciale di Pavia di costituire un Coordinamento Provinciale degli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato.
Invitiamo tutta la gente della Provincia di Pavia, e non solo, che ha a cuore il bene comune e la salvaguardia del bene acqua, di adoperarsi con ogni mezzo per sostenere i nostri Sindaci nel compimento di questo percorso di civiltà.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
GruppoAcqua per la Provincia di Pavia



www.acquabenecomune.org


Maestranze MANULI: mercoledì 11 novembre manifestazione Operaia

Dal sito del presidio delle lavoratrici e dei lavoratori MANULI BROTHERS di Ascoli Piceno, la notizia che domani, mercoledì 11 novembre, si terrà una manifestazione di protesta Operaia contro gli accordi intrapresi da confederali e padronato. Insieme alle maestranze MANULI saranno presenti lavoratrici e lavoratori della zona del Piceno, duramente colpita dalla cosiddetta "crisi" che i maneggioni di tutto il mondo sono stati in grado di mettere in piedi.

La mansione delle classe Operaia è sempre stata, soprattutto per una questione di sopravvivenza personale, quella di fornire il miglior lavoro possibile e di seguitare nello scambio di ordini e commesse con le ditte fornitrici e commissionarie. Nonostante questo, la speculazione, la logica del profitto e la pratica di imboscamento dei capitali derivati dal plsuvalore è proseguita senza sosta ed ancora più ferocemente negli ultimi due anni i quali hanno visto la "crisi" crescere e svilupparsi, radicandosi in ogni settore produttivo della nostra società.

Ecco dunque che diventa indispensabile la Lotta Operaia, per ribadire ancora una volta che chi deve pagare la crisi sono gli attori stessi della deriva, e non certo chi si spacca il fondoschiena da mattino a sera guadagnando l'indispensabile (spesso e volentieri neanche quello) per pagarsi la casa e le spese accessorie e personali.

Mattia



MERCOLEDI 11 NOVEMBRE ore 9:30 : MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEGLI OPERAI MANULI E DEL COORDINAMENTO LAVORATORI DEL PICENO PRESSO LA SALA CONGRESSI DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI ASCOLI PICENO. INTERVENITE NUMEROSI E DIFFONDETE LA NOTIZIA !

Aggressione squadrista al presidio AGILE-EUTELIA: il responsabile è Samuele Landi, ex-amministratore delegato

L'aggressione squadrista di ieri mattina al presidio mantenuto in piedi dalle maestranze della AGILE-EUTELIA è stato coordinato dall'ex-amministratore delegato della società, Samuele Landi.

Dieci uomini a volto coperto sono entrati al presidio all'alba, qualificandosi come appartenenti alle Forze dell'Ordine, guidati dall'ormai ex padrone evidentemente frustrato e inerme di fronte al fallimento della sua mega-attività. Con il passaggio da EUTELIA ad AGILE sono 1.200 gli esuberi annunciati dalla nuova proprietà: da mesi lavoratrici e lavoratori denunciano la situazione di crisi gravissima, senza avere il giusto e sacrosanto risalto mediatico sui grandi mezzi di informazione (salvo rare eccezioni). Perciò hanno deciso di installare un presidio presso la sede romana della AGILE-EUTELIA, in via Bona del Tiburtino, che l'altro ieri mattina all'alba è stato preso di mira da quella che non si può definire altrimenti che con i ltermine di squadraccia fascista.

Come ha sottolineato il Segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, "è dal 1922 che non si assiste a scene del genere", esplicito richiamo ad un "modo di agire" che sembrava fare parte del passato: dove non è arrivata la resa dei traditori fascisti, sono arrivate le pallottole a farlo capire. Le politiche del governo piduista e neofascista hanno progressivamente ed inesorabilmente riportato alla luce idee e pratiche che i nostri padri neanche si sarebbero sognati di pensare.

Siamo un Paese senza la benchè minima memoria storica collettiva: Partigiane e Partigiani, per questioni strettamente biologiche, non saranno in grado di raccontarci la loro esperienza per altri 100 anni ancora. E da qualche tempo a questa parte il loro ricordo giace polveroso in una metaforica soffitta del Tempo, senza che ci si muova seriamente per un celere recupero di quanto accantonato.

L'attacco ad un presidio di lavoratrici e lavoratori è comunque emblematico: se nei primi anni '20 i bersagli principali erano le sedi Comuniste e sindacali, oggi non è più così. È vero che la Storia si ripete ciclicamente, ma è altrettanto vero che lo fa con modi diversi di volta in volta: ai piedi del Ventunesimo Secolo anche i peggiori revisionisti si rendono conto che attaccare la sede di una sigla sindacale non porterebbe lontano. Il centro del problema, per il fascista, è la protesta, la contestazione sociale: da almeno due anni a questa parte quel ruolo rivoluzionario all'interno della società lo porta avanti il mondo studentesco, perlopiù universitario, e quell'Avanguardia Operaia caparbia e tenace, capace di salire a decine di metri da terra per intere settimane al fine di ottenere quello che la Carta fondante di questo Paese declama nel suo Articolo Primo: "L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.".

Pavia: lunedì 9 novembre irruzione in Consiglio Comunale delle maestranze MERIDIONAL insieme alla CUB

Ieri sera intorno alle 21.30 una ventina di lavoratrici e lavoratori della cooperativa di pulizie del Policlinico San Matteo di Pavia MERIDIONAL, unitamente ad una decina di iscritti ed iscritte del Sindacato di Base CUB, hanno manifestato con volantini ed uno striscione ("ENTI PUBBLICI = GARANZIA DEI DIRITTI") irrompendo nella Sala Consiliare riunita per la consueta seduta del lunedì.

Il problema del pagamento delle spettanze economiche infatti non è stato ancora risolto completamente: la MTS, cioè la vecchia denominazione della cooperativa, pare abbia versato la liquidità necessaria alla nuova società (appositamente istituita per confermarsi come ditta di pulizie appaltata dal CDA del San Matteo). Nonostante ciò, le tre mensilità e le spettanze accumulate (ratei di tredicesima, ferie non godute...) non sono state ancora pagate alle maestranze.

Una situazione gravissima che si trascina ormai da mesi e che ha portato a livelli di esasperazione i/le 150 dipendenti della cooperativa, sostanzialmente costretti/e a lavorare gratis a fronte di un'area operativa allargata con il nuovo appalto ed un eguale numero di monte ore. Risultato: turni massacranti e situazione fisica ed emotiva al limite della sopportazione.

Una volta entrati nella Sala Consiliare, quattro lavoratrici hanno dispiegato lo striscione, mentre il sottoscritto ha provveduto alla distribuzione dei volantini presso i banchi dei Consiglieri. Neanche il tempo di distribuirne tre, e subito il Presidente del Consiglio Comunale (nonché Consigliere del PDL) Raffaele Sgotto ha sospeso la seduta, chiedendo a due agenti della Polizia Municipale di allontanarmi dagli scranni consiliari. “Le regole vanno rispettate, questa è la casa di tutti!” ha tuonato Sgotto. Sarà “la casa di tutti”, ma non di quelli che pacificamente ed educatamente si avvicinano ai Consiglieri per distribuire del materiale informativo.

La Casa della Libertà.

Dopo due minuti di sospensione, ha preso la parola il Consigliere Matteo Pezza (PD), chiedendo di inserire all'ordine del giorno la discussione sulla delicata vertenza. Parere ovviamente negativo, si deve mediare: tocca al Segretario Provinciale della CUB, Pasquale Di Tomaso, leggere il comunicato e spiegare l'attuale situazione di 150 dipendenti senza stipendio da tre mesi.

“Ho letto attentamente il comunicato, e mi rendo conto della situazione particolare di queste persone. Ma il problema va girato al Sindaco Cattaneo” risponde un ormai rassegnato Sgotto.

Così si arriva alla presentazione di un ordine del giorno da parte del Capogruppo del PD Antonio Sacchi, con il quale si impegnano le Istituzioni locali a studiare una soluzione a tale vicenda. Verrà in seguito ad un paio di interventi votato quasi all'unanimità, salvo un astenuto (Lega Nord) e quattro Consiglieri che dichiarano di non partecipare alla votazione (PDL).

I Consiglieri del Partito Democratico, stante l'assenza della Sinistra dalla rappresentanza in Comune, si sono fatti formalmente carico, davanti al Sindacato ed alle maestranze, di seguire la vicenda a livello Istituzionale.

Ecco di seguito il testo del volantino ieri (COMUNQUE!!!) distribuito:

postato da: MattiaLaconca alle ore novembre 11, 2009 12:31 | link | commenti
categorie: lavoro, manifestazione, pavia, cub , operai, salario, pd , pdl , alessandro cattaneo, meridional, pasquale di tomaso
martedì, 10 novembre 2009

Financial Times: "Berlusconi in Russia al compleanno di Putin per parlare di gasdotti". L'ENI costruisce un gasdotto in Turchia

Articolo dell'autorevole quotidiano economico inglese "Financial Times" nel quale si parla del viaggio compiuto al termine del mese di ottobre da parte di Silvio Berlusconi in Russia. Ufficialmente per il compleanno del premier russo Vladimir Putin, suo grande sodale, l'incontro sarebbe però stato incentrato sulla questione della costruzione futura di linee di gasdotti. In particolare, del cosiddetto "Nord Stream" che unirebbe la costa russa del Mar Baltico con la Germania: un progetto che potrebbe essere pienamente operativo già a partire dal 2011, ma che necessita dell'approvazione da parte di tutti i Paesi toccati dalla sua tratta.

Mattia


http://italiadallestero.info/

Berlusconi discuterà di gasdotti alla festa di Putin

Il premier italiano Silvio Berlusconi è atteso alla festa di compleanno privata del primo ministro russo Vladimir Putin che si terrà domani (21 ottobre, n.d.t.) sulle sponde del lago Valdai, a sud di San Pietroburgo. I piani russi per costruire altri due gasdotti verso l’Europa, giudicati controversi, dovrebbero essere uno degli argomenti caldi dell’incontro. Franco Frattini, ministro italiano degli Esteri, ha confermato ieri che Berlusconi si sarebbe recato a San Pietroburgo in aereo. Ha dichiarato di non essere in possesso della lista degli ospiti o dei dettagli riguardanti la festa di Putin.

Tuttavia, Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi, ha riportato la notizia secondo la quale i due premier dovrebbero discutere di geopolitica ed energia. Ha paragonato questo incontro a quello avvenuto nel 2007, a cui aveva partecipato anche Gerhard Schröder, ex cancelliere tedesco e ora a capo della società che si occupa della costruzione del gasdotto Nord Stream, e Jacques Chirac, ex presidente francese. Secondo Il Giornale, anche Schröder dovrebbe partecipare alle celebrazioni private per il 57esimo complenno di Putin, che è stato il 7 ottobre. Sia Schröder che l’ufficio di Putin hanno rifiutato di confermare.

Il gasdotto Nord Stream unirebbe la Russia alla Germania tramite il Baltico. Potrebbe iniziare a pompare gas alla fine del 2011 ma la sua costruzione dipende dalla collaborazione dei paesi che hanno le loro acque territoriali sul percorso del gasdotto. South Stream, una joint venture tra la russa Gazprom e l’italiana ENI – trasporterebbe il gas sotto il Mar Nero verso la Bulgaria e da lì verso l’Europa meridionale. Berlusconi si trovava in Bulgaria la scorsa settimana per discutere del South Stream con il neoeletto primo ministro bulgaro Boyko Borissov. Frattini ha dichiarato che l’Italia ha risposto alle preoccupazioni americane riguardo il South Stream durante una visita del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, in ottobre. Ha inoltre aggiunto che l’Italia si sta adoperando per diversificare il proprio approvvigionamento energetico.

A Milano, nel frattempo, ENI e la turca Calik hanno firmato ieri un accordo per costruire 550km di gasdotto per unire le sponde del Mar Nero turco alle coste mediterranee. Igor Sechin, il primo ministro russo, avrebbe dichiarato che la Russia sarebbe pronta a rifornire il gasdotto.

[Articolo originale "Berlusconi to discuss pipelines at Putin party" di Guy Dinmore]

Toscana: il disastro TAV fa stimare alla Corte dei Conti 741 milioni di euro di danno erariale

Articolo pubblicato dal quotidiano fiorentino "Altracittà", stampato presso la Comunità delle Piagge.

Mattia


http://www.altracitta.org/

E’ di oltre 741 milioni di euro il danno erariale massimo ipotizzato nell’inchiesta della Corte dei conti della Toscana sui danni ambientali legati ai lavori per l’Alta velocita’ ferroviaria Firenze-Bologna nell’ambito della quale sono stati notificati inviti a dedurre (ovvero a comunicare deduzioni e/o fornire documenti, n.d.r.) al vicepresidente del Senato Vannino Chiti (in qualita’ di ex presidente della Regione Toscana) e al presidente della Regione Toscana Claudio Martini.

In tutto, gli inviti a dedurre sono 52 e riguardano componenti delle due giunte regionali ‘90-’95 e ‘95-2000 (che hanno approvato progetto e varianti), il dirigente della Conferenza dei servizi, i consiglieri di una passata commissione ambiente del consiglio regionale e presidenti e componenti delle commissioni di valutazione di impatto ambientale.

Il danno – che venne stimato da una perizia trasmessa dalla procura alla Corte dei conti – si riferisce a quello subito dagli enti pubblici per la perdita della risorsa idrica in Mugello, in particolare il disseccamento o l’impoverimento di 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti. L’invito a dedurre e’ una prima fase dell’inchiesta: i destinatari hanno 60 giorni di tempo per presentare proprie argomentazioni e documenti e chiedere di essere sentiti; poi la Corte dei conti decidera’ se e quali posizioni archiviare e se e quali posizioni citare a giudizio.

Il processo penale di primo grado – che vedeva una cinquantina di imputati, fra responsabili e dipendenti del consorzio di imprese Cavet (che aveva in appalto i lavori), di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche, intermediatori per i rifiuti – si chiuse il 3 marzo scorso con 27 condanne da tre mesi d’arresto a 5 anni di reclusione e provvisionali per il risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. Per le accuse legate ai danni alle falde acquifere e ai torrenti, le condotte vennero ritenute colpose e quindi non sanzionabili penalmente. Alla Regione, che con il ministero per l’Ambiente e Provincia, si costitui’ parte civile, venne riconosciuta una provvisionale del risarcimento danni di 50 milioni di euro.

Civitavecchia (RM): sciopero ad oltranza dei confederali. All'ALCOA di Portovesme (CI) 6 operai in cima ai silos

Ecco due articoli ripresi dall'agenzia di stampa "AGI" e dal quotidiano "La Repubblica". Il primo riporta notizia che 6 operai dello stabilimento ALCOA, ditta che lavora l'alluminio, sono saliti in cima ai silos presenti nella ditta, a circa sessanta metri di altezza dal suolo; a questo va aggiunto che uno dei coraggiosi ha accusato un malore. Portato in ospedale e visitato dai medici, l'operaio sta sostanzialmente bene ma è fortemente debilitato fisicamente ed emotivamente dalla clamorosa protesta alla quale le maestranze sono costrette in questi giorni: i colleghi sono arrivati sino alla vicina centrale termoelettrica dell'ENEL, riuscendo ad occuparla simbolicamente allo scopo di dare maggiore visibilità alla vicenda. Situazione del tutto simile a quella della EURALLUMINA, tuttora irrisolta nonostante "la grande solidarietà non solamente Istituzionale" da parte del Presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Continua inoltre lo sciopero della fame messo in atto dalle maestranze ALCOA: siamo oggi al sesto giorno consecutivo.

La situazione lavorativa nella regione sarda del Sulcis-Iglesiente resta drammatica: molti stabilimenti produttivi della regione sono situati proprio in quest'area.

L'altro riporta la notizia dello sicopero ad oltranza decisa dai confederali CGIL-CISL-UIL presso il porto di Civitavecchia; lo sciopero riguarda il personale dipendente di Trenitalia, nella tratta che collega la Sardegna. Le due notizie sono collegate tra loro per il fatto che proprio dipendenti dell'ALCOA hanno bloccato ieri mattina intorno alle dieci una nave della compagnia "Tirrenia". Non è da escludere una nascente Rete di Solidarietà Operaia che collegherebbe la costa laziale con quella sarda.

MATTIA LACONCA


ALCOA:4 LAVORATORI PROTESTANO SU SILOS STABILIMENTO PORTOVESME

(AGI) - Cagliari, 3 nov. - Quattro dipendenti dell'Alcoa di Portovesme, la fabbrica di allumunio del Sulcis e rischio di fermata il prossimo 17 novembre, sono saliti per protesta in cima a un silos dello stabilimento nell'area industriale. "Uno di loro ha anche deciso di non mangiare", ha riferito Rino Barca della Cisl del Sulcis durante l'incontro nel palazzo della Regione con il presidente Ugo Cappellacci e l'assessore alla Programmazione, Giorgio La Spisa. "Vi chiediamo di darci una mano a convincerli a scendere". "E' necessario che veniate in fabbrica con una proposta di soluzione", ha sollecitato il segretario confederale del Sulcis della Cisl, Fabio Enne.Stamane oltre cento lavoratori dello stabilimento stanno protestando a Cagliari davanti al palazzo della Regione. (AGI)



http://roma.repubblica.it/

CIVITAVECCHIA, CGIL-UIL-UGL: SCIOPERO A OLTRANZA PER PERSONALE NAVI FS

E' in atto da questa mattina uno sciopero di tutto il personale addetto alla navigazione sulle navi merci del gruppo Fs di collegamento con la Sardegna nel porto di Civitavecchia. A proclamare la serrata stamani sono state le organizzazioni sindacali di categoria Filt-Cgil, Uil trasporti e Ugl. "Lo sciopero iniziato stamani in porto - spiega Luciana Ceppolino, segretaria locale della Filt- proseguirà ad oltranza fino alla fine di questa vertenza. Per ora sono fermi i lavoratori imbarcati sulla nave Garibaldi e sulla Logudoro". (omniroma.it)
(09 novembre 2009 ore 14:55)

Tigullio, Liguria: decine le aziende in crisi. La LAMES lamenta il caso LASME ma termina la CIG

Il Tigullio è parte del territorio ligure, inserito nella produttiva ex Repubblica Marinara di Genova: da occidente ad oriente, parte dal Golfo Paradiso ed arriva sino alla Val Petronio, inglobando una decina di comuni ed innumerevoli frazioni. Qui sorgono decine e decine di aziende, che hanno dato al territorio genovese molto in termini di produzione industriale: la zona è decisamente favorevole per lo sviluppo di cantieri navali, dunque di aziende a tale settore collegate, sostanzialmente raccolte nel delicato ramo metalmeccanico.

Nonostante sia il turismo il principale volano economico del Tigullio, diverse persone hanno avuto la possibilità di lavorare e mantenere le proprie famiglie grazie a questi insediamenti produttivi. Che ora sono inevitabilmente in discesa; anzi, in picchiata. Sono all'incirca 40 le aziende che rischiano la chiusura totale e la relativa messa in cassa integrazione straordinaria (a chi viene accordata) o peggio ancora, in mobilità. I sindacati confederali vanno all'unisono nel denunciare la situazione al locale quotidiano "Il Secolo XIX".

D'altronde, a fronte di 200 posti di lavoro irrimediabilmente persi, non si può fare orecchie da mercante. Quello che viene omesso è che anni di politiche concertative, accordi sottobanco e politiche sindacali di comodo hanno portato all'attuale situazione. Le maestranze portuali, tra dipendenti "diretti" ed indotto, negli anni "caldi" erano tra le avanguardie nella Lotta Operaia: si ripresenta, in modalità diverse, la stessa situazione. Un settore lavorativo già di per sè massacrante, è peggiorato dall'assenza di tutela, non solo contrattuale; la difesa della salute (quando non dell'incolumità e della sopravvivenza) è un argomento da riportare in cima alla lista tra i "camalli".

La movimentazione delle merci dà chiaramente il segno della trasversalità della "crisi" che il Tigullio sta attraversando: primo ad essere colpito è stato il settore metalmeccanico, a causa del blocco pressochè totale nel ramo automobilistico. C'è chi cavalca la situazione, sovrapponendola ad altre vicende roventi della Lotta Operaia nel nostro Paese: caso clamoroso è quello della LAMES. Ditta dell'indotto FIAT, la LAMES piagnucola di massicce riduzioni di commesse lavorative a causa del mancato trasferimento della produzione dalla LASME di Melfi, ditta del comprensorio SATA-FIAT, in quel di Chiavari dove la LAMES sorge.

METALLI PREZIOSI: lettera dal Sindaco di Paderno Dugnano. In corso presidio Rete Operaia Sud Milano presso Regione Lombardia

L'appello delle maestranze della METALLI PREZIOSI, dall'inizio dell'anno in presidio presso i cancelli della fabbrica dichiarata fallita il 9 luglio scorso, ha dato i suoi frutti.

Lavoratrici e lavoratori chiedevano un segno di solidarietà concreta attraverso l'invio di una mail al Sindaco di Paderno Dugnano, Marco Alparone, Comune dove la ditta sorge. Un accorato appello raccolto evidentemente da diverse persone, così tante da costringere il primo cittadino ad incontrare quattro giorni fa le maestranze, e nella giornata di ieri ad inviare una lettera ai curatori fallimentari per scongiurare il rischio del distacco dell'energia elettrica all'interno dei capannoni.

Operaie ed operai del milanese fanno ormai rete da un pezzo, anche grazie alla fondamentale spinta fornita alla Lotta Operaia dal caso della INNSE di Lambrate. Proprio questa mattina è partito un corteo con presidio sotto il Pirellone, sede della Regione Lombardia: organizzata dalla FIOM-CGIL, la manifestazione conta una buona rappresentanza di lavoratrici e lavoratori (gli organizzatori parlano di 200 persone circa), non soltanto operai. Sono infatti rappresentate la METALLI PREZIOSI stessa, la LARES dello stesso proprietario, Marcel Astolfi, ma anche operai/e, impiegati/e ed ingegneri del gruppo NOKIA-SIEMENS e della AGILE-EUTELIA, due aziende che, nonostante la vocazione all'innovazione tecnologica ed alla ricerca, stanno  lasciando per strada migliaia di persone più che qualificate.

Senza dimenticare le maestranze della ERCOLE MARELLI, in presidio da mesi compresa la calda estate d'asfalto dell'hinterland milanese; l'ALFA ROMEO di Arese, dove Marchionne ha deciso di chiudere nonostante la netta ripresa del settore automobilistico coperto d'oro dagli aiuti di Stato. La scorsa settimana proprio le maestranze del gruppo FIAT hanno manifestato duramente(e continueranno a manifestare sino al ritiro della decisione di chiusura dello stabilimento di Arese) sotto le sigle di SLAI-COBAS e FIOM-CGIL; inoltre presenti rappresentanze dalla MANGIAROTTI NUCLEAR e della MARCEGAGLIA BUILDTECH (scordata nell'ultim'ora pubblicata dal sito internet del quotidiano "La Repubblica").

Proprio la sigla confederale dei/delle metalmeccanici/che CGIL è impegnata in queste settimane in manifestazioni e scioperi legati anche al rinnovo contrattuale di categoria deciso dalle altre sigle concertative più la corporativa UGL e sindacati autonomi come la FISMIC. Ieri a Roma un numero non indifferente di operaie ed operai ha sfilato manifestando proprio in merito a tale questione, denunciando l'esclusione da parte del governo piduista e della Confindustria corporativa e neofascista del sindacato maggiormente rappresentativo nelle fabbriche.

MATTIA LACONCA