



Ieri sera intorno alle 21.30 una ventina di lavoratrici e lavoratori della cooperativa di pulizie del Policlinico San Matteo di Pavia MERIDIONAL, unitamente ad una decina di iscritti ed iscritte del Sindacato di Base CUB, hanno manifestato con volantini ed uno striscione ("ENTI PUBBLICI = GARANZIA DEI DIRITTI") irrompendo nella Sala Consiliare riunita per la consueta seduta del lunedì.
Il problema del pagamento delle spettanze economiche infatti non è stato ancora risolto completamente: la MTS, cioè la vecchia denominazione della cooperativa, pare abbia versato la liquidità necessaria alla nuova società (appositamente istituita per confermarsi come ditta di pulizie appaltata dal CDA del San Matteo). Nonostante ciò, le tre mensilità e le spettanze accumulate (ratei di tredicesima, ferie non godute...) non sono state ancora pagate alle maestranze.
Una situazione gravissima che si trascina ormai da mesi e che ha portato a livelli di esasperazione i/le 150 dipendenti della cooperativa, sostanzialmente costretti/e a lavorare gratis a fronte di un'area operativa allargata con il nuovo appalto ed un eguale numero di monte ore. Risultato: turni massacranti e situazione fisica ed emotiva al limite della sopportazione.
Una volta entrati nella Sala Consiliare, quattro lavoratrici hanno dispiegato lo striscione, mentre il sottoscritto ha provveduto alla distribuzione dei volantini presso i banchi dei Consiglieri. Neanche il tempo di distribuirne tre, e subito il Presidente del Consiglio Comunale (nonché Consigliere del PDL) Raffaele Sgotto ha sospeso la seduta, chiedendo a due agenti della Polizia Municipale di allontanarmi dagli scranni consiliari. “Le regole vanno rispettate, questa è la casa di tutti!” ha tuonato Sgotto. Sarà “la casa di tutti”, ma non di quelli che pacificamente ed educatamente si avvicinano ai Consiglieri per distribuire del materiale informativo.
La Casa della Libertà.
Dopo due minuti di sospensione, ha preso la parola il Consigliere Matteo Pezza (PD), chiedendo di inserire all'ordine del giorno la discussione sulla delicata vertenza. Parere ovviamente negativo, si deve mediare: tocca al Segretario Provinciale della CUB, Pasquale Di Tomaso, leggere il comunicato e spiegare l'attuale situazione di 150 dipendenti senza stipendio da tre mesi.
“Ho letto attentamente il comunicato, e mi rendo conto della situazione particolare di queste persone. Ma il problema va girato al Sindaco Cattaneo” risponde un ormai rassegnato Sgotto.
Così si arriva alla presentazione di un ordine del giorno da parte del Capogruppo del PD Antonio Sacchi, con il quale si impegnano le Istituzioni locali a studiare una soluzione a tale vicenda. Verrà in seguito ad un paio di interventi votato quasi all'unanimità, salvo un astenuto (Lega Nord) e quattro Consiglieri che dichiarano di non partecipare alla votazione (PDL).
I Consiglieri del Partito Democratico, stante l'assenza della Sinistra dalla rappresentanza in Comune, si sono fatti formalmente carico, davanti al Sindacato ed alle maestranze, di seguire la vicenda a livello Istituzionale.
Ecco di seguito il testo del volantino ieri (COMUNQUE!!!) distribuito:
Tuttavia, Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi, ha riportato la notizia secondo la quale i due premier dovrebbero discutere di geopolitica ed energia. Ha paragonato questo incontro a quello avvenuto nel 2007, a cui aveva partecipato anche Gerhard Schröder, ex cancelliere tedesco e ora a capo della società che si occupa della costruzione del gasdotto Nord Stream, e Jacques Chirac, ex presidente francese. Secondo Il Giornale, anche Schröder dovrebbe partecipare alle celebrazioni private per il 57esimo complenno di Putin, che è stato il 7 ottobre. Sia Schröder che l’ufficio di Putin hanno rifiutato di confermare.
Il gasdotto Nord Stream unirebbe la Russia alla Germania tramite il Baltico. Potrebbe iniziare a pompare gas alla fine del 2011 ma la sua costruzione dipende dalla collaborazione dei paesi che hanno le loro acque territoriali sul percorso del gasdotto. South Stream, una joint venture tra la russa Gazprom e l’italiana ENI – trasporterebbe il gas sotto il Mar Nero verso la Bulgaria e da lì verso l’Europa meridionale. Berlusconi si trovava in Bulgaria la scorsa settimana per discutere del South Stream con il neoeletto primo ministro bulgaro Boyko Borissov. Frattini ha dichiarato che l’Italia ha risposto alle preoccupazioni americane riguardo il South Stream durante una visita del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, in ottobre. Ha inoltre aggiunto che l’Italia si sta adoperando per diversificare il proprio approvvigionamento energetico.
A Milano, nel frattempo, ENI e la turca Calik hanno firmato ieri un accordo per costruire 550km di gasdotto per unire le sponde del Mar Nero turco alle coste mediterranee. Igor Sechin, il primo ministro russo, avrebbe dichiarato che la Russia sarebbe pronta a rifornire il gasdotto.
[Articolo originale "Berlusconi to discuss pipelines at Putin party" di Guy Dinmore]
In tutto, gli inviti a dedurre sono 52 e riguardano componenti delle due giunte regionali ‘90-’95 e ‘95-2000 (che hanno approvato progetto e varianti), il dirigente della Conferenza dei servizi, i consiglieri di una passata commissione ambiente del consiglio regionale e presidenti e componenti delle commissioni di valutazione di impatto ambientale.
Il danno – che venne stimato da una perizia trasmessa dalla procura alla Corte dei conti – si riferisce a quello subito dagli enti pubblici per la perdita della risorsa idrica in Mugello, in particolare il disseccamento o l’impoverimento di 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti. L’invito a dedurre e’ una prima fase dell’inchiesta: i destinatari hanno 60 giorni di tempo per presentare proprie argomentazioni e documenti e chiedere di essere sentiti; poi la Corte dei conti decidera’ se e quali posizioni archiviare e se e quali posizioni citare a giudizio.
Il processo penale di primo grado – che vedeva una cinquantina di imputati, fra responsabili e dipendenti del consorzio di imprese Cavet (che aveva in appalto i lavori), di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche, intermediatori per i rifiuti – si chiuse il 3 marzo scorso con 27 condanne da tre mesi d’arresto a 5 anni di reclusione e provvisionali per il risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. Per le accuse legate ai danni alle falde acquifere e ai torrenti, le condotte vennero ritenute colpose e quindi non sanzionabili penalmente. Alla Regione, che con il ministero per l’Ambiente e Provincia, si costitui’ parte civile, venne riconosciuta una provvisionale del risarcimento danni di 50 milioni di euro.